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🇮🇹 Si corre nella solita direzione

Corrono a quest’ora notturna.
Quelli vuoti sui trattori, di ritorno nei depositi famigliari, quelli pieni caricati sugli autocarri verso i magazzini dell’intera Europa e oltre. I cassoni di mele fanno correre l’economia trentina.

Fremono anche a quest’ora notturna.
Fari accesi sia nelle cantine delle cooperative sia quelle indipendenti. La produzione di prosecchi e vini è iniziata. L’odore di mosto nell’aria di tutta la Valle dell’Adige.

Mentre auguriamo a tutti gli agricoltori trentini impegnati in questo periodo frenetico una prospera vendemmia e raccolta delle mele, ci auspichiamo che la ricchezza generata sia altresì utilizzata per fare quelle scelte coraggiose di cui l'ambiente trentino ha bisogno.
Esempi? Drastica riduzione dell’apporto di fertilizzanti e fitosanitari sintetici, ottimizzazione delle risorse idriche specialmente quelle sotterranee, incremento della diversità colturale, mantenimento di recinti verdi e creazione di zone tampone in prossimità di boschi, aumento della biodiversità in campo, collocazione di arnie nei campi per favorire l’impollinazione, incentivazione di pratiche sostenibili quali il sovescio e la scacchiatura, etc. Le possibilità sono innumerevoli e rientrano nel range di possibilità interpellate dalla proposta di istituire un #biodistretto provinciale.

Eppure, la Giunta Provinciale preferisce il mero ammodernamento per rilanciare dell’agricoltura trentina. Con un bando di € 3 milioni, la Provincia punta a riqualificare strutture esistenti del settore vitivinicolo ed enoturistico del Trentino che hanno risentito degli effetti dettati dal Covid_19. Una giustificazione davvero fragile per legittimare un cospicuo supporto ad operazioni di “ristrutturazione, ammodernamento, ampliamenti, rinnovo dell’arredamento e dell’attrezzatura, qualificazione o realizzazione di spazi esterni, sale degustazioni e didattiche, punti vendita dei prodotti, interventi di miglioramento energetico e tecnologico” [1] in un settore che ha risentito davvero poco dagli effetti della pandemia.
Possibile che l’unico intervento per un miglioramento della sostenibilità ambientale dell’impresa vitivinicola sia celato dietro al “miglioramento energetico”?

Sia a livello politico che imprenditoriale, l’agricoltura trentina rimane sull’approccio convenzionale. Corre ma continua a correre nella solita direzione, fregandosene di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle Direttive Europee, dall’Accordo di Parigi, dagli obiettivi strategici provinciali in merito alla conservazione del patrimonio ambientale.

Il 26 settembre vota sì, per il biodistretto provinciale.

Mark L. Miller

Sitografia:
[1] https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/view/full/194073
🇮🇹 Trentino e agricoltura. Tempo di ricambiare il favore per un'acqua più pulita.

Si sono bloccati molti PRG comunali per non permettere che l’industria scavalchi l’agricoltura locale, si sono forniti cospicui incentivi provinciali per incrementare la competitività e il benessere delle singole imprese agricole, si è favorita la creazione e il consolidamento di eventi di aggregazione sociale incentrati sui prodotti agricoli locali per promuovere la cultura e le tradizioni annesse, si sono intrecciati legami strategici con reti sociali limitrofe per incentivare il turismo enogastronomico e si sono spesi ingenti somme per lanciare accattivanti campagne di marketing a favore dei prodotti “con la farfalla”.
Il Trentino ha fatto moltissimo per la sua agricoltura. Possono ora i trentini richiedere un aiuto da parte sua? L’ambiente e la salute provinciale ne hanno bisogno. Le acque provinciali ne hanno bisogno.

Guardando al geoportale di analisi delle acque sotterranee e superficiali dell’ISPRA, è disturbante notare come parecchie stazioni di monitoraggio nella Valle dell’Adige e Val di Non rilevino eccessi dei livelli di contaminazione ammissibili [1]. Tra le sostanze più trovate nelle acque superficiali ci sono l’AMPA, il glifosato, e il metolaclor-ESA. Tra quelle trovate nelle acque sotterranee, invece, l’atrazina desis, il flonicamid e il metolaclor-ESA [2].

In generale, la quantità di principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari distribuiti in Trentino, rapportata agli ettari di superficie agricola utilizzata (“SAU”), è molto superiore a quella nazionale [3]. Più di 9 kg/ettaro rispetto alla media nazionale pari a 4 kg/ettaro! Si tratta di una situazione che compromette lo stato ecologico delle acque trentine, comporta una degradazione della salute della collettività e conseguentemente un costo per le casse dell’amministrazione provinciale.

Abbiamo davvero bisogno che l’agricoltura trentina ricerchi soluzioni strategiche per abbassare il proprio impatto ambientale. La Provincia e la società trentina hanno fatto tanto per promuovere la sua agricoltura. Sarebbe giusto se essa ricambiasse ora il favore.

Al #referendum del 26 settembre, vota Sì al #biodistretto.

Mark L. Miller

Sitografia:
[1] https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=a38bab6b0aee4464ade50d6cbe2e3bbc
[2] https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/rapporti/rapporto_334_2020.pdf
[3] http://www.appa.provincia.tn.it/rapporto_ambiente_2020/rapamb_2020_pressioni/-Agricoltura/pagina19.html
🇮🇹 Il biodistretto provinciale: bocciato, ma…

Domenica scorsa ha votato il 15.58 % degli elettori trentini: una partecipazione molto inferiore rispetto al 40 % richiesto dal quorum. Diamo un’occhiata alla matematica: dei 437 113 aventi diritto di voto, 68 081 si sono recati ai seggi. Specificamente, 31 185 maschi e 36 896 femmine [1]. Di questi, 65 652 hanno votato a favore del #biodistretto. In altre parole, il 96.96 % di chi è andato a votare ha barrato la casella del “sì” [2].

Guardiamo ora alla posizione geografica dei comuni con maggiore e minore affluenza. A livello di comunità di valle o macro-territorio troviamo sul podio la Val di Sole (21.37 % degli elettori), le Giudicarie (17.35 % degli elettori) e l’Alta Valsugana e Bernstol (17.25 % degli elettori). Guardando, invece, ai grandi pool di voti, nelle città di Trento e Rovereto hanno votato rispettivamente il 16.26 % e il 16.48 % degli elettori, equivalenti a 14 964 e 5 152 cittadini [3].

La sconfitta è netta ma fa ben sperare che più di 65 000 cittadini trentini abbiano fiducia e desiderino in casa proprio un tipo di agricoltura più sostenibile. Personalmente, non mi aspettavo più del 10 % di affluenza ai seggi visto l’assordante silenzio da parte della politica trentina [4]. Come afferma Lucia Pavesi [2], le ragioni della sconfitta potrebbero essere anche tecnico-strategiche (e.g., il mancato coinvolgimento iniziale dei produttori e di alcuni biodistretti esistenti e l’insufficiente pubblicità). Ciò non toglie che il coraggio avuto dai promotori dell’iniziativa è stato enorme. Affrontare pubblicamente uno dei settori (contaminanti) più consolidati del Trentino è stato un gesto eroico.

Noi del GreenMarked Team, vogliamo ringraziare di cuore i rappresentanti dell’iniziativa. Faremo tesoro del vostro lavoro e utilizzeremo con cura, strategia e lungimiranza i dati raccolti da questo referendum.

Mark L. Miller

Sitografia:
[1] https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/09/27/news/trento_flop_del_referendum_sul_biodistretto_il_passaggio_al_biologico_puo_attendere-319636683/
[2] http://www.bkoffice.ildolomiti.it/societa/referendum-per-il-biodistretto-una-sconfitta-senza-appello-che-affonda-il-biologico-per-il-futuro-come-un-autogol-puo-trasformarsi-in-unopportunita
[3] https://www.ildolomiti.it/politica/2021/referendum-biodistretto-del-trentino-laffluenza-si-ferma-lontana-dal-quorum-alle-urne-il-1558-degli-aventi-diritto
[4] https://greenmarked.it/schierati-per-il-biodistretto/
Siete comunque rattristati? Tiratevi su con le nostre mitiche GIF ambientali 🙃 🔫
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Stili e modi di vivere più che sostenibili

▶️ Mark L. Miller - Rigenerativo è più che sostenibile

▶️ Riccardo Codevilla - L’UE più che sostenibile: ecovillaggi e intelligienza artificiale

Il webinar è stato registrato il 4 maggio 2021 in occasione di WakEUp: la serie di seminari dedicati all'Unione Europea organizzata dal Comune di Lavis (TN).
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Martedì 26 ottobre alle 20:30 su Zoom!

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Link: https://bit.ly/3AdyQuy

Prezzo: 5 €. Gratuito per i tesserati GreenMarked.

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