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Lorenzo Barbieri
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Lorenzo Barbieri2026-04-21 05:32:192026-04-21 18:09:20La Guerra in Medio Oriente Può Accelerare la Transizione Energetica UE?October 29, 2024

Il 24 settembre 2024 è una tappa importante nella storia dei cambiamenti climatici: il Consiglio federale della Svizzera, infatti, ha deciso di spostare il confine con la vicina Italia a causa del ritiro dei ghiacciai alpini [1]. Questo cambiamento riguarda un appezzamento di terreno del Monte Cervino (la terza montagna più alta d'Italia), mostrando come i confini nazionali, che un tempo si pensava fossero fissati in modo permanente dalla geografia montuosa, siano costretti ad adattarsi ai cambiamenti climatici.
I ghiacciai alpini si stanno ritirando senza precedenti. Tra il 1850 e il 2017, le Alpi hanno perso circa il 50% del loro volume di ghiaccio. Il processo si accelera durante i mesi estivi, quando le temperature possono superare gli 0°C anche ad alta quota, causando la fusione superficiale dei ghiacciai, la deformazione interna della massa di ghiaccio e lo scivolamento basale del letto del ghiacciaio [2]. Gli scienziati stanno monitorando attentamente questi cambiamenti utilizzando diversi metodi, dalle immagini satellitari, al telerilevamento, al radar a penetrazione al suolo per misurare lo spessore dei ghiacci. I ricavati dati mostrano che i ghiacciai alpini stanno perdendo il 2-3% del loro volume all'anno, con alcune località che registrano tassi di ritiro ancora più rapidi. Questa perdita di terreno ha spinto la Svizzera a ridisegnare il suo confine con l'Italia, che si estende per circa 744 chilometri, in gran parte seguendo il naturale spartiacque delle Alpi. Tradizionalmente, i confini tra i due Stati sono determinati dal flusso dell'acqua di fusione dei ghiacciai - l'acqua che scorre a nord è considerata territorio svizzero, mentre quella che scorre a sud è italiana. Ora non è più possibile utilizzare questo metodo poiché i cambiamenti climatici stanno influenzando le condizioni naturali dell'ecosistema Alpino e non solo.
I modelli prevedono che il 50% dei ghiacciai alpini restanti scomparirà entro il 2050 e che la continua perdita di ghiaccio stia anche contribuendo ad aumentare la frequenza di frane ed eventi geomorfologici estrremi. Con lo scioglimento del ghiacciaio, le vette - e quindi la cresta della catena montuosa - si sono spostate un po' più in territorio italiano. In altre parole, gli svizzeri guadagneranno un po' di territorio con il nuovo accordo sui confini. Secondo un rapporto dell'Accademia Svizzera delle Scienze, i ghiacciai svizzeri hanno registrato una perdita fino al 4% del loro volume nel 2023, con un calo maggiore del 6% nel 2022. Si tratta di una perdita cumulativa del 10% del volume dei ghiacci negli ultimi due anni, con ulteriori perdite previste nel prossimo futuro [3].
Altri casi in tutto il mondo hanno richiamato l'attenzione su questo tema, come il confine tra Cile e Argentina sulle Ande, che si è concluso con il Trattato di pace e amicizia del 1984, e il confine himalayano tra India e Cina per le dispute sul ghiacciaio Siachen tra il 1984 e il 2003 [4].
Le ragioni alla base della necessità di ridisegnare il confine sono principalmente economiche: la Svizzera è nota per le sue stazioni sciistiche, che dovranno essere ridisegnate nel caso in cui il Paese perda del territorio. In caso contrario, le stazioni dovrebbero essere trasferite e dovrebbero essere emanati nuovi protocolli di sicurezza per le mutate condizioni. L'operazione è necessaria anche per garantire la sicurezza dei rifugi di montagna, per cui dovranno essere elaborate considerazioni sull'assicurazione e sulla responsabilità civile. Tuttavia, anche se il confine si sposta, i Paesi vicini dovranno comunque collaborare. Le valanghe, ad esempio, non rispettano i confini, ma questo può complicare le cose quando si tratta di pagare il conto dei danni o delle vite perse.
Lo spostamento del confine italo-svizzero rappresenta più di una curiosità geografica: indica la necessità di una cooperazione internazionale di fronte ai cambiamenti climatici. Con il cambiamento climatico che continua a rimodellare il nostro mondo fisico, la flessibilità e la cooperazione dimostrate da Svizzera e Italia offrono un modello per affrontare questi cambiamenti senza precedenti, attraverso la collaborazione diplomatica e non con il conflitto come accaduto in molti altri casi, compresi quelli sopra descritti.
Questa situazione in evoluzione ci ricorda che anche gli aspetti più fondamentali della nazione - i confini stessi - devono adattarsi al nostro mondo in evoluzione. Il futuro richiederà probabilmente altri approcci innovativi ai concetti tradizionali di sovranità e confini territoriali.

Bibliografia:
Clicca qui per espandere i riferimenti[1] Paddison, L. (2024, October 1) Italy and Switzerland have agreed to shift their shared border in the Alps. Here’s why. CNN. https://edition.cnn.com/2024/10/01/climate/melting-glaciers-border-switzerland-italy/index.html
[2] Staff, A. J. (2024, October 3). Why are Italy and Switzerland redrawing their Alpine border? Al Jazeera. https://www.aljazeera.com/features/2024/10/3/why-are-italy-and-switzerland-redrawing-their-alpine-border
[3] Harvey, C. (2024, February 20). Half of all mountain glaciers are expected to disappear by 2100. Scientific American. https://www.scientificamerican.com/article/half-of-all-mountain-glaciers-are-expected-to-disappear-by-2100/
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Immagine copertina e anteprima: Matterhorn. Photo by Jonathan Sollender da unsplash.com











