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Jennifer Lüdtke
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Jennifer Lüdtke2026-03-08 14:56:142026-04-07 23:17:05Dietro l’Obiettivo e Davanti ai Microfoni: Studiare la Fauna Selvatica con l’Intelligenza ArtificialeI castori (genere Castor) sono straordinari ingegneri degli ecosistemi, noti per la loro sorprendente capacità di modificare l’ambiente in base alle proprie esigenze ecologiche. Esistono due specie viventi: il castoro eurasiatico (Castor fiber) e il castoro nordamericano (Castor canadensis). Entrambe condividono comportamenti simili nel trasformare i paesaggi, soprattutto attraverso la costruzione di dighe e tane, che danno origine a zone umide. Per questo motivo sono considerati specie chiave, poiché sostengono intere comunità biologiche [1].
Dal punto di vista fisico, i castori sono tra i roditori più grandi: hanno un corpo tozzo, una coda larga, piatta e squamosa, piedi posteriori palmati perfetti per nuotare e grandi incisivi arancioni in continua crescita, che utilizzano per abbattere alberi. Il loro corpo trattiene bene il calore ed è dotato di adattamenti speciali, come una membrana trasparente sugli occhi e valvole alle orecchie, che facilitano l’attività subacquea.
Questi animali costruiscono dighe intrecciando rami, tronchi e fango, formando stagni che rallentano il flusso dell’acqua e riducono l’erosione a valle. Gli stagni creati offrono habitat a numerose specie acquatiche e terrestri, migliorano la connettività delle pianure alluvionali e la qualità dell’acqua intrappolando sedimenti e nutrienti. Oltre alle dighe, i castori scavano canali per raggiungere il cibo e i materiali da costruzione e praticano il ceduo, cioè tagliano alberi favorendo la crescita di nuove strutture vegetali. Le loro tane, a forma di cupola con ingressi subacquei, offrono rifugi sicuri e ben isolati [2].
L’impatto ecologico dei castori è enorme: le loro opere di ingegneria creano e mantengono zone umide che accrescono la biodiversità, aumentando la ricchezza e l’abbondanza di specie terrestri e acquatiche. Le zone umide contribuiscono anche alla stabilità idroclimatica e si sono dimostrate capaci di attutire gli effetti del cambiamento climatico mantenendo ambienti umidi e diversificati. Attraverso la loro attività, i castori influenzano geomorfologia, idrologia, ecologia delle acque dolci e gestione delle risorse idriche [3]. Hanno effetti diretti anche sulla società umana, fornendo servizi ecosistemici come il controllo delle inondazioni, la depurazione delle acque e il ripristino degli habitat. Sembra tutto semplice e positivo, ma come spesso accade, il ruolo dell’uomo può alterare gli equilibri: l’espansione dei castori richiede infatti una gestione attenta per prevenire potenziali conflitti [4].

In passato, i castori erano diffusi in tutta Europa, Asia e Nord America, ma la caccia intensiva per la pelliccia e altre parti del corpo ne ha ridotto drasticamente le popolazioni. Negli ultimi decenni, grazie a ricolonizzazioni naturali e reintroduzioni, si è assistito a una significativa ripresa, soprattutto in Europa, dove oggi si stimano oltre 1,5 milioni di castori eurasiatici [5]. Diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno registrato un ritorno notevole. In Italia la specie si era estinta tra il XVI e il XVII secolo , ma dopo più di 400 anni di assenza, è stata segnalata nel Nord-Est nel 2018 e 2020, in Toscana nel 2021 e nel Sud-Est nel 2023. Studi recenti hanno evidenziato una buona connettività paesaggistica per il castoro eurasiatico in Italia, specialmente in aree con densa copertura forestale: un fattore decisivo per l’idoneità dell’habitat e per facilitarne l’espansione [6].
La dieta di questa specie include piante erbacee e legnose, con una preferenza per i salici (Salix spp.) e pioppi (Popolus spp.). Tuttavia, le preferenze alimentari possono variare in base alla disponibilità locale e alle necessità nutrizionali. Questa attività influisce sulla successione, sulla struttura e sulla composizione delle comunità vegetali. Alcuni studi, ad esempio, hanno osservato cicli di successione diversi innescati dal castoro eurasiatico, come il passaggio da foreste inondate a boschi palustri e ritorno [7]. Un altro effetto riguarda il controllo sugli alberi maturi, soprattutto specie a legno tenero come pioppo, salice e betulla, che i castori consumano come alimento. Tuttavia, gli esemplari con diametro ridotto sono i più selezionati, mentre questa tendenza diminuisce man mano che ci si allontana dai corsi d’acqua.
Altri studi hanno messo in evidenza il potenziale di ricaccio di alcune specie: gli alberi abbattuti parzialmente dai castori possono favorire una struttura forestale multilivello. Un effetto indiretto è la riduzione immediata della biomassa vivente e l’accumulo di legno morto. I vuoti di chioma creati dal taglio degli alberi aumentano inoltre la disponibilità di luce, favorendo la rigenerazione di diverse specie arboree e la crescita di giovani piante [8]. D’altro canto, gli effetti possono influire sulla diversità arborea e sulla composizione delle foreste, dato che i castori tendono a favorire le conifere nutrendosi selettivamente di latifoglie nei boschi misti ripariali, con la possibilità di ridurre la diversità delle specie arboree.
I castori offrono uno straordinario spunto per comprendere la complessità delle relazioni che compongono la natura: i loro effetti sono molteplici, diretti e indiretti. Sono “orientati al risultato” e determinati, come dimostrano gli otto castori della Repubblica Ceca. Qui, il comune della zona voleva costruire una diga sul fiume Klabava per proteggere una popolazione di gamberi di fiume in pericolo: ci hanno provato per sette anni senza riuscirci, soprattutto a causa della burocrazia. I castori, invece, hanno completato l’opera in meno di sette giorni, facendo risparmiare al governo oltre tre milioni di euro. Un’ulteriore prova che la natura, a volte, è molto più intelligente di noi!
Bibliografia:
[1] A. Larsen, J.R. Larsen, S.N. Lane, 2021- Dam builders and their works: beaver influences on the structure and function of river corridor hydrology, geomorphology, biogeochemistry and ecosystems. Earth Science Review, 218: https://doi.org/10.1016/j.earscirev.2021.103623
[2] Brazier R.E., Puttock A., Graham H.A., Auster R.E., Davies K.H., Brown C.M.L., 2020- Beaver: Nature’s ecosystem engineers. WIREs Water.: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33614026/
[3] Nummi P., Liao W., Huet O., Scarpulla E., Sundell J.,2019- The beaver facilitates species richness and abundance of terrestrial and semi-aquatic mammals. Global Ecology and Conservation, 20: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989419302732
[4] Andersen L.H., Ransborg C., Pertoldi C., Pagh S., Bahrndorff S., 2019- Can reintroduction of beavers improve insect biodiversity?. Journal of Environmental Management: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301479723005078
[5] Janiszewski P., Hanzal V., Misiukiewicz W., 2014- The Eurasian Beaver (Castor fiber) as a Keystone Species – a Literature Review. Baltic Forestry 20(2). 277 – 286.
[6] Trentanovi G., Campagnaro T., Campanaro A., Giovannelli A., Gisondi S., Lenzi A., Mazza G., Traversi M., Viviano A., Mori E., 2025- The influence of the Eurasian beavers gnawing activity on the structure of riparian forests in three Italian rivers. Forest Ecosystems, 13: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2197562025000053
[7] Law A., Gaywood M.J., Jones K.C., Ramsay P., Willby N.J., 2017- Using ecosystem engineers as tools in habitat restoration and rewilding: beaver and wetlands. Science of the Total Environment, 605: 1021-1030.
[8] Trentanovi G., Campagnaro T., Campanaro A., Giovannelli A., Gisondi S., Lenzi A., Mazza G., Traversi M., Viviano A., Mori E., 2025- The influence of the Eurasian beavers gnawing activity on the structure of riparian forests in three Italian rivers. Forest Ecosystems, 13: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2197562025000053




















